Al via il rush finale di Ero straniero!

Sarà un mese denso di banchetti e iniziative su tutto il territorio lombardo, a partire dall’evento di sabato 16 settembre “Ero straniero… ora sono milanese”. Un mese importante per raccogliere le ultime 16 mila firme, necessarie a presentare in Parlamento la proposta di legge di iniziativa popolare di “Ero straniero – L’umanità che fa bene”.

È quello che hanno detto questa mattina i promotori della campagna, nel corso di una gremita conferenza stampa alla Casa della carità, dove sono intervenuti don Virginio Colmegna, Emma Bonino, Giorgio Gori, Pierfrancesco Majorino e Giuliano Pisapia (nella foto sopra).

«Ci siamo impegnati in questa campagna – ha dichiarato il presidente della Casa della carità – perché preoccupati dalla grande irregolarità che la legge Bossi-Fini produce. Per questo abbiamo messo insieme anime diverse per un comune e duplice obiettivo: raggiungere le 50mila firme per la nostra proposta di legge e cambiare la narrazione sul tema immigrazione, anche promuovendo le buone prassi presenti sul territorio».

«Facciamo tutto questo non perché siamo buonisti – ha concluso don Virginio Colmegna – ma perché abbiamo un progetto di società che prevede inclusione, coesione e sicurezza per tutti. Un progetto che, ci tengo a ribadirlo nonostante le notizie sconfortanti di questi ultimi giorni, comprende anche una riforma della cittadinanza per i tanti giovani italiani che la aspettano da troppo tempo».

La fila allo sportello legale della Casa della carità – foto di Marco Garofalo, 2017

Dal 2016 a oggi, in poco più di 20 mesi, alla Casa della carità si sono rivolti 3.542 cittadini stranieri per chiedere diverse forme di aiuto. Di questi, solo 1.396 (meno del 40 per cento) possedevano un permesso di soggiorno valido. Tutti gli altri, per un totale di 2.146 persone, possono essere definite “vittime della legge Bossi-Fini”. Si tratta di un gruppo variegato di persone, con situazioni giuridiche diverse, così definite perché tutte accomunate da disagi più o meno forti causati dalla normativa vigente o dalle sue conseguenze. Tra queste ci sono:
migranti irregolari che hanno perso o non hanno mai avuto i documenti,
richiedenti asilo la cui domanda di protezione internazionale deve avere ancora una risposta,
richiedenti asilo che hanno ricevuto un diniego e hanno fatto ricorso contro di esso,
cittadini stranieri il cui permesso di soggiorno è scaduto e/o in fase di rinnovo, una procedura che pare scontata, ma che spesso dura alcuni mesi.

«Dobbiamo fare lo sforzo – ha commentato Emma Bonino – di far ragionare le persone con la testa e non con la pancia e spiegare che la legalità aiuta la sicurezza. E proprio la legalità è al centro della proposta di legge di “Ero Straniero”, che non va contro qualcosa, ma è studiata per governare un fenomeno, quello dell’immigrazione, destinato a rimanere con noi. Dobbiamo superare la Bossi-Fini puntando su diritti-doveri, lavoro e integrazione».

«La questione immigrazione – ha detto il sindaco di Bergamo Giorgio Gori – riguarda da vicino i sindaci perché siamo responsabili di organizzare la convivenza in ambito locale. Finora abbiamo visto tutti i limiti di un sistema impostato esclusivamente sulla prima accoglienza. Sostenendo “Ero Straniero”, come sindaci vogliamo ribadire che il fronte su cui lavorare è quello dell’integrazione. L’immigrazione richiede risposte organizzate: il calo degli sbarchi rende più difficile il sottrarsi alla necessità di lavorare per favorire percorsi di integrazione e ripristinare ora canali d’ingresso regolari sarebbe un segnale importante».

«La campagna “Ero Straniero” – ha detto l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano Pierfrancesco Majorino – ha il merito enorme di aver dato impulso a una mobilitazione civile, emersa con la manifestazione del 20 maggio, secondo cui non può essere la paura a dettare l’agenda delle scelte politiche in tema di immigrazione. La proposta di legge, inoltre, smonta il meccanismo di produzione di persone irregolari che si riversano sulle nostre strade».

«La ragionevolezza di questa proposta di legge – ha detto l’ex primo cittadino milanese Giuliano Pisapia – deve essere spiegata molto bene perché è una proposta intelligente, realizzabile e garantista sia per i cittadini stranieri sia per gli italiani. È una legge che parla di diritti e doveri, crea le condizioni perché la convivenza diventi più facile e abolisce il reato di clandestinità, un’insensatezza giuridica che colpisce i più deboli e rallenta l’attività dei tribunali».

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